La recente revisione del regolamento CLP ha portato a un cambiamento significativo nella classificazione del piombo (Pb), stabilendo che le miscele solide contenenti oltre lo 0,25% di piombo saranno considerate pericolose per l’ambiente acquatico. Per le miscele in polvere, la soglia è ulteriormente abbassata a 0,025%. Queste nuove norme entreranno in vigore dal 1° settembre 2025, con impatti notevoli sulla logistica industriale e su tutti gli attori coinvolti nella gestione e nel trasporto di materiali contenenti piombo e dei relativi rifiuti.

Tutte le aziende coinvolte nella filiera del trasporto su strada (speditori, imballatori, caricatori, scaricatori, trasportatori, destinatari), così come i fabbricanti, gli importatori o gli utilizzatori a valle del piombo e relative miscele dovranno tener conto della nuova classificazione armonizzata, dunque sarà necessario aggiornare le schede di sicurezza (SDS) in conformità con il nuovo CLP, identificare le miscele da classificare come rifiuti pericolosi e formare il personale su imballaggio, etichettatura e documentazione ADR.
Inoltre, sarà fondamentale acquistare mezzi e contenitori conformi alle normative ADR e valutare l’impatto sulle filiere di fornitura e logistica. Questa transizione richiederà tempo e pianificazione per evitare interruzioni operative o sanzioni.

Particolarmente colpito sarà il settore delle leghe metalliche, in particolare gli ottoni, poiché le leghe che superano la soglia dello 0,25% di piombo saranno considerate merci pericolose, richiedendo gli adempimenti richiesti dall’ADR.
Per quanto riguarda il trasporto di rifiuti e di leghe metalliche, con buone approssimazioni, saranno classificati in classe 9 dell’ADR come materie pericolose per l ‘ ambiente acquatico con il numero ONU 3077.
È essenziale che tutti gli operatori coinvolti, tra cui speditori, trasportatori e imballatori, rivedano attentamente la logistica dei trasporti, la sicurezza e le condizioni contrattuali, ovvero:
- verifica dell’obbligatorietà di nomina di un consulente ADR ai sensi del D.lgs. 35/10, salvo casi di esenzione.
- formazione ADR del personale coinvolto nella filiera di trasporto (trasportatore, speditore, caricatore, scaricatore, destinatario, imballatore), che deve essere documentata
- l’uso di imballaggi omologati UN , idonei per il trasporto di merci pericolose
- corretta redazione dei documenti di trasporto ADR (DDT) e formulario di identificazione dei rifiuti (FIR)
- possesso, da parte del conducente, del CFP-ADR (patentino ADR)
- equipaggiamento e allestimento in ADR dei veicoli (pannelli arancioni, estintori, ecc., …).

In merito alle aziende coinvolte nello smaltimento di rifiuti, in cui la presenza di piombo supera la percentuale dello 0,25%, sarà necessaria una rivalutazione in chiave ADR, poiché oltre alle materie pericolose per l’ambiente acquatico, alcune tipologie di rottami come scorie di alluminio , potrebbero rientrare in classe 4.2 e 4.3 dell’ADR cioè come materie soggette ad accensione spontanea e materie che a contatto con l’acqua sprigionano gas infiammabili. In tal ipotesi sarà necessario un approfondimento di indagine con test specifici al fine di verificare la possibile esclusione dal campo di applicazione dell’ADR.

Per quanto riguarda gli “articoli”, ovvero manufatti metallici che, anche se contenenti piombo (ad esempio lucchetti, lampade, ecc.…), non ricadono nel campo di applicazione dell’ADR.
Il settore dei rottami metallici è sulla linea di approcciare ad una posizione cautelativa rispetto alla normativa ADR. Pertanto la scelta di una buona parte delle aziende delle quali smaltiscono rifiuti pericolosi contenenti piombo e , a cascata , l’intero comparto che coinvolge anche trasportatori e vettori di tali rifiuti e materiale, è quella di nominare un consulente ADR.
In tal modo sarà possibile gestire, in modo tranquillo, le operazioni di spedizione e di trasporto di tali materiali al fine di non riscontrare alcun tipo di contestazioni o di sanzioni , sia con i propri partner sia con gli organi di controllo.










